(ma che scopri troppo tardi)
Carissimi lettori,
avvicinatevi pure, fate silenzio un istante e lasciate che vi sussurri una verità che raramente viene detta ad alta voce… 🌸
C’è un momento, tra la proposta e il fatidico “sì”, in cui l’amore è ancora puro, luminoso, quasi ingenuo. Due persone si guardano e pensano: “Ci sposiamo. Insieme.”
Ed è proprio lì, miei cari, che inizia il vero mistero del matrimonio. Non quello della vita a due — bensì quello dell’organizzazione.
Perché nessuno ve lo dice, ma il matrimonio non è solo una celebrazione d’amore. È anche un delicato campo minato fatto di opinioni non richieste, tradizioni “che si sono sempre fatte così” e consigli dispensati come se piovesse.
La prima grande scoperta: non è solo il vostro matrimonio (o almeno, così sembrerà)
All’inizio penserete: “Che bello, tutti così coinvolti!”
Poi, un giorno qualunque, qualcuno dirà:
“Ma davvero non vuoi il pranzo completo?”
“Il vestito semplice? Ma è il tuo matrimonio!”
“Se inviti zia Carmela, allora devi invitare anche…”
Ed ecco la verità scomoda: molte persone confonderanno il vostro matrimonio con il loro ideale di matrimonio. Non per cattiveria, spesso per amore, nostalgia o bisogno di sentirsi parte di qualcosa di importante.
Il punto cruciale che si scopre troppo tardi
Il matrimonio è vostro.
Non dei genitori.
Non degli amici.
Non dei parenti che “ci tengono tanto”.
È vostro perché voi sarete la coppia che continuerà a camminare insieme quando i riflettori si spegneranno, quando i piatti saranno lavati e le foto archiviate.
Mettere la coppia al centro non è egoismo.
È responsabilità.
Dare ascolto al cuore (e non al coro)
Ci sarà un momento in cui vi sentirete confusi, quasi in colpa, perché la vostra scelta non incontra l’approvazione generale.
Respirate.
Ascoltatevi.
Se il vostro cuore vi dice che volete un matrimonio intimo, semplice, magari low cost ma autentico — allora quella è la strada giusta.
Il matrimonio non deve impressionare gli altri. Deve rappresentare voi.
E i genitori? Parliamone con rispetto e verità
Comprendo profondamente il punto di vista dei genitori.
Per molti, contribuire economicamente significa sentirsi parte attiva, protettiva, quasi garante della riuscita dell’evento. È un gesto d’amore, nella maggior parte dei casi.
Ma — ed è un “ma” importante — quando il contributo diventa controllo, il confine si spezza.
I genitori devono capire (con dolcezza, ma fermezza) che imporre scelte non fa il bene degli sposi.
Un matrimonio costruito per accontentare tutti rischia di non rendere felice nessuno.
E soprattutto, rischia di allontanare proprio chi dovrebbe essere più vicino: la coppia.
Un segreto che vi salva da molti rimpianti
Se potessi darvi un solo consiglio, miei adorati lettori, sarebbe questo:
allenatevi a dire “no” insieme.
Dire “no” agli altri è spesso dire “sì” alla vostra relazione.
Ogni decisione presa come coppia rafforza il vostro legame molto più di qualsiasi centrotavola perfetto.
In conclusione, con affetto e un pizzico di verità
Il matrimonio non è una prova da superare, ma un racconto da scrivere.
Scrivetelo con la vostra calligrafia, non con quella degli altri.
E ricordate: il giorno del matrimonio dura un giorno.
La coppia, se curata e rispettata, dura una vita.
Con immutata discrezione e sincero affetto,
Lady Viviana 💌







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